Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta primi. Mostra tutti i post

lunedì 24 settembre 2012

Pasta all'aragosta con pomodorini e erbe aromatiche



Mettete una mattina, a Barcellona.



Mettete un favoloso mercato coperto, la Boqueria, Paradiso di ogni foodie e non, anzi diciamo pure Paradiso in generale.


Ecco, quella mattina ci sentivamo golosi e così siamo ritornati a casa con due splendide aragoste, vive ovviamente, che sarebbero diventate di lì a poco il nostro pranzo.
Ok, ok, ok, uccidere le aragoste è crudele, ma sono così buone che lo si dimentica presto.
E poi basta farle uccidere dal pescivendolo, sempre che lo faccia.
Noi abbiamo preferito farlo da soli, bisognerà pur impare, no?


(Il video ve lo risparmio, anche se potrebbe essere molto utile, sia mai che mi ritrovi degli animalisti inferociti sotto casa, dato che già sono sulla loro lista nera meglio non rischiare!)
;)

Ingredienti per 4 persone:
1.2 kg circa di aragosta (noi ne abbiamo prese due diverse)
1 pugno di pomodorini talmente belli che erano tutti della stessa dimensione
3 piccoli cipollotti
2 spicchi d'aglio
1 mazzetto di erbe aromatiche (basilico, erba cipollina, timo)
Olio evo q.b.
Sale q.b.

Preparazione:
abbiamo deciso di cucinare in padella l'aragosta più piccola, quella del mediterraneo, così dopo averla uccisa in un solo colpo, conficcandole il coltello nella testa, l'abbiamo divisa a metà.
Il mio moroso non sarebbe d'accordo nell'utilizzo del plurale dato che lo sporco lavoro l'ha dovuto fare lui :)
Cuocere l'aragosta dalla parte tagliata in una padella antiaderente contenente un filo d'olio evo ed un trito fatto con un cipollotto e gli spicchi d'aglio, la cottura varia secondo il peso dell'aragosta, ma dato che dopo sarebbe finita nella pentola del sugo, un 7/8 minuti sono bastati.


Alla seconda aragosta è toccata invece la fine più classica, e cioè è stata bollita per una ventina di minuti (anche qui il tempo di cottura dipende dal peso, fatevi sempre consigliare da chi la comprate) in acqua aromatizzata con un cipollotto tagliato a metà.



Dopo aver spolpato entrambi i crostacei, abbiamo trasferito il fondo di cottura dell'aragosta più piccola in una seconda padella antiaderente, abbiamo aggiunto un secondo cipollotto tritato e poi i pomodorini tagliati a metà e la polpa delle aragoste tagliate a bocconcini, abbiamo fatto saltare per qualche minuto ed insaporire bene, poi abbiamo terminato con un trito di erbe aromatiche.
Abbiamo cotto la pasta (delle ottime reginette) al dente e l'abbiamo condita con il nostro favoloso sugo, un'ultimo pizzico di erbe aromatiche tritate et voilà!

Buona  settimana a tutti!

mercoledì 4 aprile 2012

Spaghetti con le sarde al pompelmo rosa



"Cooon le sarde?Bleach!" ...
Così ero solita dire quando non capivo niente di buona cucina.
A volte mi viene il nervoso se penso a tutte le cose buone che mi sono persa, meno male che si fa sempre in tempo a rimediare quindi: sarde!A me!

Complici degli squisiti involtini con guanciale e arancia  (andate a fare una visitina al blog della mia amica Silvia perchè ne vale davvero la pena!), sono entrata in fissa con le sarde, che tanto piacciono al mio moroso e alla mia famiglia in generale, così, armata di taaaaanta (santa) pazienza sono entrata alla Supercoop e facendomi largo a gomitate tra la folla ho raggiunto il banco del pesce, dove la facevano da protagoniste delle scintillanti sarde freschissime.
E' stato amore a prima vista.
Il pescivendolo me ne ha date anche un paio di manciate in più aggratis, che le vecchiette dietro di me quasi mi davano dei pizzicotti dalla rabbia, forse malgrado i 27 anni in agguato sembro ancora giovane e carina :D

Ingredienti per 2 persone:
300 gr. di spaghetti nr. 5 (no, non sono troppi!!)
10 sarde freschissime pulite, con la pelle ovviamente
1 pompelmo rosa
Pangrattato q.b.
Prezzemolo q.b.
2 spicchi d'aglio

Preparazione:
gratuggiate la scorza di mezzo pompelmo e tenetela da parte, servirà per la decorazione.
Spremete il succo e mettete le sarde a marinare in una ciotola ricoperte da esso, lasciate in frigo a riposare anche per un'oretta.
Preparate un trito di aglio, prezzemolo e un pizzico di scorza di pompelmo gratuggiata, farcite 2 sardine, arrotolatele e fissatele con 2 mezzi stuzzicadenti, tagliate quindi gli involtini a metà, in modo da ottenerne 4, e fateli cuocere per un paio di minuti in un padellino (BioCook by Illa) con un dito di olio evo, fino a renderli croccanti.
In una padella alta, da sugo, (GreenLine by Ballarini) fate soffriggere uno spicchio d'aglio assieme ad un goccio di olio evo, aggiungete quindi le sarde e la loro marinata e lasciate andare per qualche minuto, la cottura è molto veloce, aggiustate di sale e spegnete il fuoco.
Nel frattempo cuocete gli spaghetti al dente, trasferiteli nella pentola con il sugo, mantecate e lasciate amalgamare bene e servite decorando con la scorza di pompelmo e gli involtini croccanti (senza stuzzicadenti).

Cari amici, vi ricordo anche la mia partecipazione al contest "Gran Trofeo d'Oro 2012", al quale partecipo con i miniburgers di manzo con Casolet croccante e maionese allo zafferano, se la ricetta vi piace mi votate qui?
E' velocissimo, basta un click e non serve la registrazione, potete votare una volta al giorno, anche con lo smart phone!
Grazie!

lunedì 2 aprile 2012

Riso e patate, una cartolina dalla mia famiglia



La mia nonna Maria, la mamma della mia mamma, era bellissima.
Labbra e unghie rosso fuoco, gli occhi chiari messi in risalto da un lieve tratto di matita azzurra, i morbidi capelli sempre in ordine, abbigliamento elegante e colorato, scarpe con tacco discreto e molti gioielli.
Mi piaceva passare qualche settimana a casa sua e del nonno durante le vacanze estive, mi accompagnava al corso di ricamo, a quello di tennis e sopratutto mi raccontava sempre moltissime favole.
La mia preferita era quella delle "Tre melarance fatate", pur di sentirla accettavo di fare anche il riposino pomeridiano, nella fresca stanzetta degli ospiti, la sua voce carezzevole mi faceva sentire come se fossi seduta dietro il Principe, in sella al cavallo bianco che ci portava a salvare la Principessa intrappolata nel castello della Strega.
La nonna mi diceva sempre che avrei trovato anch'io il mio Principe Azzurro, e aveva proprio ragione, l'ho trovato, l'unico rimpianto è quello di non aver potuto presentarglielo.
Indimenticabile anche il piccolo e freschissimo ovetto alla coque che mi preparava per colazione, i panini con il prosciutto che mi faceva quando tornavo dall'alimentari con il pane fresco.
La cosa triste è che con il passare degli anni mi accorgo che sempre più ricordi mancano all'appello, ma non voglio dimenticarla, questo mai ...
Meno male che grazie a questo riso e patate, già dalla prima forchettata, mi sembra di essere ancora lì con lei, nella cucina con il grande tavolo scuro, attorno al quale ci sedevamo tutti assieme e pranzavamo, mentre alla nonna venivano le lacrime agli occhi sia perchè non aspettava che il riso si freddasse e lo mangiava ancora bollente, sia perchè, sono sicura, era felice di vederci tutti assieme.

Riporto gli ingredienti e la ricetta come scritta sul ricettario della mia mamma:

4 patate medie tagliate a tocchetti
400gr di salsa di pomodoro 
4 gambi di sedano a tocchetti
2 cipollotti o scalogni
1 spicchio aglio
sale
320 gr. di riso per 4 (meglio abbondare però!)
acqua

Preparazione: 
mettere tutti gli ingredienti (tranne il riso), A FREDDO, in una pentola, anche a pressione, aggiungere 1 lt. e ½ di acqua e cuocere finchè le patate sono cotte (10 min in pentola a pressione, 30/40 min in quella normale).
Schiacciare le verdure con la forchetta.

Portare a bollore il brodo patatoso e buttare il riso.
Rimestare continuamente facendo attenzione che non attacchi ma SOPRATTUTTO attenzione agli schizzi di patata che sono ustionanti

Mettere sul fondo del piatto formaggio che poi fonderà con il calore del riso, versare il riso, aggiungere pepe nero macinato al momento e grana.

BON APPETIT!

Ti voglio bene, nonna!

lunedì 27 febbraio 2012

Pappardelle con ragù di cervo: la Toscana incontra il Trentino




Ci sono luoghi che ti restano nel cuore.


Dove ti senti a casa, dove ti rigeneri e rilassi, dove non ci sono preoccupazioni, ma solo sorrisi.
Ci sono luoghi che ti emozionano, che ti fanno sognare, che ti rendono romantico, ci sono luoghi dei quali hai bisogno, quelli che ti basta pensarci per rendere la giornata migliore.
Quando inizia l'Appennino e la strada si inerpica in salita, quando i tir viaggiano lenti sulla corsia di destra e non spingi troppo sull'acceleratore per i molti autovelox, quando il verde del bosco ti riempie gli occhi e i cartelli dell'autostrada indicano che sei vicino, il cuore batte forte dalla gioia.
E così ti ritrovi a pensare che un aperitivo non sarà mai bello come questo, con il profumo inebriante delle rose e il gusto familiare di un vino da urlo, di quelli che ti fanno pensare a quanto bella sia la vita



... e che un tramonto non sarà mai intenso come questo, mentre con gli amici passeggi per il borgo incorniciato dalla campagna del Chianti 


Poi torni a casa, le montagne iniziano a stagliarsi nel cielo, sulle cime qualche residuo di neve, il cielo più azzurro che mai, che quasi ti manca quando sei in vacanza.
E di nuovo pensi che sei fortunato ad abitare qui, mentre mano nella mano cammini baciato dal sole in un pomeriggio di fine inverno


E che è così bello svegliarsi la mattina con il canto degli uccellini, andare a fare colazione al bar del paese, passare in cooperativa a prendere due panini imbottiti con prosciutto freschissimo tagliato fine e poi passare la giornata qui, a pochi chilometri da casa


Il piatto di oggi è un omaggio alle mie due Regioni del cuore, la Toscana e il Trentino, che assieme si uniscono alla perfezione dando vita ad un'esplosione di gusto ed emozioni.

Ingredienti per il ragù di cervo:
macinato di cervo e suino in parte uguale (metà e metà) - in questo modo il ragù sarà molto più saporito
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
1 gambo di sedano
1 carota grande
2 foglie d'alloro
2 foglie di salvia
1 rametto di rosmarino
Passata di pomodoro q.b.
Un goccio di vino bianco
Sale q.b.
Pepe nero q.b.

Preparazione:
in un largo tegame di rame fare soffriggere leggermente la cipolla, l'aglio, la carota e il sedano ben tritati assieme ad abbondante olio evo, aggiungere quindi la carne, gli altri aromi, amalgamare e lasciare insaporire per una decina di minuti mescolando bene, aggiungere quindi la passata e cuocere per 5/6 ore (anche 7, io lo lascio andare praticamente tutto il giorno) a fuoco bassissimo.

Io ho utilizzato delle buonissime pappardelle inviatemi dalla mia amica Patty del blog "Andante con gusto" (grazie!!), conosciuta grazie allo swap natalizio di Cran, baci ragazze!

Buona settimana  tutti voi!

martedì 31 gennaio 2012

La carbonara della mia famiglia



Ogni famiglia ha la sua.
C'è la versione classica, quella rivisitata, quella etnica e quella vegetariana.
Questa è quella della mia famiglia.
Preludio di un pranzo luculliano che termina con dolci, frutta, e l'immancabile partita di Non T' Arrabbiare.
L'ultima volta ho vinto ben 60€, investiti subito nel pieno di benzina, peccato che con il prezzo ad oggi non mi sarebbero bastati.
WTF.
Occorre alzare la posta .. chissà se la nonna ci lascerà.

Voi come la fate?

Ingredienti per 4 persone (per le dosi della nonna moltiplicate ALMENO x 3!):
1 cipolla media bianca
1 spicchio d'aglio
3,5 hg di pancetta dolce a fettine
4 tuorli d'uovo (1 per persona)
Olio q.b.
Sale q.b.
1 bicchiere di vino bianco
Pepe nero q.b.
Prezzemolo q.b.
4 hg di spaghetti nr. 5
Abbondante Grana gratuggiato

Preparazione:
tritate finemente la cipolla e l'aglio, metteteli in una pentola antiaderente molto capiente (GreenLine by Ballarini) e fateli rosolare con un goccio d'olio , aggiungete quindi la pancetta sempre tritata finemente e lasciatela cuocere a fuoco bassissimo, per una decina di minuti, continuando a mescolare, sfumate poi con il vino e lasciate andare ancora per 45 minuti buoni per insaporire, se necessario aggiungete mezzo bicchiere d'acqua.


Quando sarà pronta, aggiustate di sale e pepe, poi spegnete il fuoco e lasciate raffreddare completamente, nel frattempo portate ad ebollizione l'acqua in una casseruola dai bordi alti (MasterChef by Illa) cuocete gli spaghetti, scolateli (tenendo da parte una tazzina di acqua di cottura), aggiungete quindi i tuorli alla pancetta e mescolate bene, aggiungendo l'acqua di cottura tenuta da parte.
Amalgamate bene il tutto, aggiungete il prezzemolo tritato e una generosa manciata di Grana gratuggiato e servite.

lunedì 23 gennaio 2012

Bigoli con carciofi, bottarga e limone



Iniziamo la settimana con un primo piatto corposo, completo e profumatissimo.
Tutti gli ingredienti si fondono assieme alla perfezione, dando vita ad un' alchimia inebriante.

La bottarga è composta da uova di pesce (tonno o muggine, io ho utilizzato quella di quest'ultimo) salate ed essiccate, si può consumare gratuggiata sugli alimenti oppure a fettine condite con olio evo e servite con crostini.

Non c'è nient'altro da dire, vi invito a provarlo.

Buon lunedì a tutti voi.

Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi
1 cipollotto grande
2 spicchi d'aglio
160 gr. di Philadelphia
Sale q.b.
Olio evo q.b.
Scorza di limone
Prezzemolo
Bottarga
500 gr. di bigoli freschi

Preparazione:
pulite bene i carciofi e togliete le foglie più dure, affettate sottilmente il restante e fate soffriggere in una casseruola larga (in ceramica by Pedrini) assieme allo scalogno, all'aglio ed a un goccio di olio evo.
Salate e aggiungete un paio di bicchieri d'acqua, lasciate stufare per circa una ventina di minuti.
Trasferite e tritateli quindi grossolanamente al mixer, rimetteteli nella padella ed aggiungete il formaggio, stemperate con un goccio d'acqua e tenete da parte.
Cuocete i bigoli in acqua salata bollente per 10 minuti, scolateli al dente (tenendo da parte una tazzina di acqua di cottura) e conditeli con il sugo.
Impiattate e guarnite il piatto con un trito di prezzemolo e limone, infine terminate con un pizzico di bottarga.

lunedì 9 gennaio 2012

Risotto al pomodoro con pomodorini confit


Lunedì, 9 gennaio 2011.
Pronti per ricominciare?

Ho sempre avuto un debole per il risotto al pomodoro, anche se non so perchè.
Non è un piatto che in casa mia si cucinava spesso, eppure ha un posticino di riguardo nella mia classifica personale dei cibi preferiti.
Ha un fascino molto anni '80, un'aura vintage alla quale proprio non riesco a resistere, è buono, colorato e di facile e veloce realizzazione, cosa si può volere di più?
Ho pensato di aggiungere dei pomodorini confit per renderlo un po' più sfizioso: missione compiuta, moroso e sorella si sono leccati i baffi!

Ingredienti per 2 persone:
200 gr. di riso per risotti (qui lascio a voi la scelta)
1 scalogno
3 cucchiai di concentrato di pomodoro Gusto Crudo Cirio
5 cucchiai di salsa vellutata di pomodoro La Verace Cirio
Brodo vegetale/acqua per la cottura

Preparazione:
tritate finemente lo scalogno e fatelo imbiondire in una casseruola (in ceramica by Pedrini), aggiungete il riso, fatelo tostare per alcuni secondi, bagnate con un goccio di vino bianco e aggiungete quindi il concentrato di pomodoro, lasciate insaporire.
Proseguite la cottura aggiungendo la salsa di pomodoro ed eventualmente acqua calda o brodo vegetale, mantecate con una noce di burro e servite con dei pomodorini confit.

- per i pomodorini confit:
pomodorini ciliegino
olio evo
sale
zucchero
timo
aglio
pepe nero
origano

Preparazione:
lavare e tagliare a metà i pomodorini, sistemarli in una teglia con carta forno leggermente unta, salare, pepare e cospargere con le spezie, quindi con lo zucchero.
Infornare a 150° con forno ventilato per un'oretta, o finchè si asciugano.

lunedì 5 dicembre 2011

Peverada con lucanica fresca trentina


Da non confondere con la "pearà" veneta, salsa di accompagnamento per carni e bolliti.
La Peverada trentina è un piatto povero ma squisitamente saporito.
Ha il sapore delle montagne, delle vecchie cucine con la stufa bianca in ghisa, del fuoco scoppiettante, del profumo di inverno nell'aria, che qui tarda ad arrivare.
Ma, più di tutto, ha il profumo della mia nonna, come di tutte le nonne trentine.
Qualche giorno fa, una mia amica mi ha nominato la suddetta salsa-per-bolliti, e io, dopo essermi illuminata, mi sono sentita le papille gustative solleticate dal ricordo della Peverada della nonna, l'ho chiamata e mi sono fatta dare la ricetta, è poi successo che ne ho parlato con amici e colleghi e, bhe, tutti sono corsi a casa a cucinarla.

Ingredienti per 2 persone:
500 ml. di brodo leggero (io di pollo e verdure)
1/2 cipolla bionda
1 spicchio d'aglio
olio evo
4 pugni di pangrattato
2 pugni di Grana/Parmigiano
Pepe nero a volontà
1 lucanica fresca

Preparazione:
fate imbiondire la cipolla con lo spicchio d'aglio schiacciato ed un goccino di olio evo in una casseruola antiaderente (GreenLine by Ballarini), nel frattempo in un pentolino (Masterchef by Illa) portate a bollore il brodo e tenetelo da parte.
Togliete l'aglio, aggiungete il pangrattato alla cipolla e lasciate tostare un paio di minuti finchè avrà preso un po' di colore, attenzione però che non si bruci, bagnate quindi con il brodo e continuate a mescolare con la frusta (la mia in silicone by Pavonidea) , proseguite in questo modo per una decina di minuti, sempre mescolando ed aggiungendo brodo quando necessario, la consistenza dovrà essere cremosa ma non troppo liquida, si tratta di una "zuppa" abbastanza compatta, inoltre iniziate anche ad aggiungere pepe nero in abbondanza, le dosi sono a discrezione di ognuno.
Incorporate sempre mescolando anche il formaggio, poi altro pepe.
Servite con delle fette di lucanica fresca sgrassate in padella, anche se la ricetta originale direbbe di fare cuocere la lucanica dentro la zuppa stessa.

Buona settimana!

lunedì 21 novembre 2011

Risotto con radicchio di Treviso alla brace e salsiccia


Lo so che sarebbe stato meglio presentare il risotto con almeno un pezzo di radicchio intero e magari qualche briciolina di salsiccia ma ... non mi è proprio venuto in mente, era troppo buono per attendere ancora!

Profumo di brace in una fredda ma soleggiata domenica di fine autunno.

Ingredienti per 4 persone:
400 gr. di risotto
4 cespi di radicchio di Treviso
2 piccole salsicce non aromatizzate
1 cipolla bionda
Vino rosso (Merlot) per sfumare
olio evo
sale
pepe

Preparazione:
iniziate pulendo bene il radicchio, spennellandolo (io ho utilizzato un pennello con setole in silicone by Pedrini) con dell'olio e condendolo con un pizzico di sale, tagliate i cescpi a metà e procedete cuocendoli sulla griglia posta sopra alla brace.
Tritatelo quindi grossolanaemente e mettetelo in una casseruola antiaderente (GreenLine by Ballarini) assieme alla cipolla ugualmente tritata e alle salsicce sbriciolate, fate soffriggere, aggiungete quindi il riso, lasciate tostare qualche minuto, unite un goccio di vino e lasciate sfumare, continuate la cottura con brodo vegetale oppure acqua.

Servite con una bella grattugiata di formaggio Grana.

La mia amica Flavia di CuociCuciDici mi ha invitata a fare questo simpatico giochetto, ecco a voi le mie risposte ...

1) Il mio post più popolare:
Arrosto di maiale in crosta con senape dolce, purea di porcini e pancetta affumicata



Un arrosto squisito che si è fatto subito amare da tutti per la sua golosità, consiglio di ripoporlo per le feste, sarà il protagonista di pranzi e cene!

2) Il mio post più bello:
Cuor di risotto alla pancetta e zucchine con cipolle rosse caramellate



Un'esplosione di romanticismo, pensata proprio per il contest di Flavia, il racconto della mia storia d'amore accompagnato da uno sfizioso risotto agrodolce

3) Il post il cui successo mi ha sorpresa:
Torta salata con broccolo romano, salsiccia e stracchino



Mi stupisco ancora quando vedo che un piatto semplice e veloce come una torta salata schizza in vetta alle ricette più commentate

4) Il post più utile:
La pasta di zucchero e i pazzi pazzi muffins




















Il mio primo esperimento con la PdZ, che ha coinvolto tutti i miei lettori

5) Il mio post più controverso:
Arrosto di filetto di maiale al latte e senape e cipolle



Più che un post controverso è stato un post emotivamente coinvolgente, nel quale ho messo a nudo il mio cuore straziato per la perdita del mio amato nonno

6) Il post che non ha avuto l'attenzione che si meritava:
Cannelloni con radicchio al miele, ricotta, gorgonzola e noci



Colpevole forse di essere stato scritto sotto le ferie estive, non ha avuto molto riscontro, ma vi consiglio di provarlo, anche questo sarebbe perfetto per le feste che si avvicinano, cremoso e insolito, un'accoppiata vincente

7)  Il post di cui vado più fiera:
Story of a strawberry cake


Altro esperimento con la PdZ, una bellissima torta fatta assieme a mia sorella in occasione dell'Anniversario dei miei nonni

venerdì 11 novembre 2011

Risotto ai funghi con prosciutto crudo e ricotta




Ieri sera mi sono sentita "vecchia", o grande.
In palestra ho sentito una ragazza che negli spogliatoi parlava al telefono con la sua mamma assicurandole di aver studiato e lanciandole un epiteto della serie "rompic*****i" non appena ha riattaccato.
Mi sono così ritrovata a pensare ai tempi della scuola, ai tempi della fermata dell'autobus, baci rubati e sorrisi.
Adesso invece mi barcameno tra ufficio, casa, micio, bollette.
E sono stra felice così, però, ogni tanto, un po' di nostalgia c'è.
Stamattina ho mandato un sms ad un'amica che diceva "Com'è andata con i tuoi?Spero non si siano incazzati troppo ...", ed ho capito che oggi, come 10 anni fa, sono, anzi siamo, ancora le ragazzine che eravamo.
Ti voglio bene <3

Domenica scorsa, a pranzo, dopo aver fatto una stancante session di pulizie di casa (groan), avevo voglia di un piattino che mi ristorasse, un risotto con i funghi della nonna era la soluzione che più mi allettava.
Siccome dovevo finire anche del prosciutto crudo e della ricotta ho pensato di variare un po' la comprovatissima ricetta che solitamente uso, ed il risultato è stato ottimo.

Ingredienti per 2 persone:
250 gr. di riso (io ho usato il Flora perchè era l'unico che avevo)
200 gr. di funghi misti (porcini e finferli) trifolati
80 gr. di prosciutto crudo
3 cucchiai di ricotta
brodo vegetale
olio evo
sale
burro
Grana per la cialda

Preparazione:
frullate il prosciutto e la ricotta nel mixer..
Mettete i funghi in una casseruola (MasterChef by Illa)  aggiungete 2 cucchiai di composto prosciutto/ricotta e lasciate insaporire, con quello che resta formate due quenelles con le quali decorerete il piatto finito.
Aggiungete il riso, lasciate tostare per un paio di minuti e portate a cottura bagnando con il brodo vegetale, mescolando costantemente.
Mantecate con una noce di burro ed impiattate con un coppapasta rotondo (by Pedrini).
Decorate il piatto con una cialda di Grana e le quenelles di prosciutto/ricotta tenute da parte.

Se devo essere sincera il fatto di utilizzare il riso Flora (che comunque mi piace molto), ha reso il tutto un po' troppo asciutto, non all'onda come piace a me, utilizzate quindi il riso che preferite.

Buon week end!Io domani avrò una full immersion in cucina, devo cucinare il buffet di antipasti per il compleanno di mia sorella e il dolce per il compleanno di una mia amica, sono già stanca, posso? :)

mercoledì 9 novembre 2011

Pasta e fagioli espressa (e squisita!)


Vi capita mai di avere incredibilmente voglia di un piatto in particolare pur non essendo in stato interessante?
A me sì.
Molte, moltissime volte.
(Ieri sera mi è successo con il kebab per esempio, ma non avendo lo spiedo era un po' complicata la situazione, così l'ho comprato).
E in stato interessante non lo sono di sicuro, anche perchè prima deve nascere la mia nipotina Matilde con la quale farò le prove generali.
Come sono felice, non vedo l'ora di vederla, di sbaciucchiarla, di annusarmi il suo profumo di cucciolina, di coccolarla, stasera ho organizzato il Baby Shower per lei e la sua mamma, regali, palloncini, glitter e taaante amiche!



Tornando a noi, quella sera smaniavo per una bella pasta e fagioli, calda, morbida, golosa, mmmh mi viene ancora l'acquolina ma: mi mancavano in primis la voglia di fare un piatto lungo ed elaborato, e poi il tempo dato che erano le 19 passate e stavo morendo di fame.
Niente paura.
In poco più di mezz'ora ho creato questo piatto favoloso, che ha soddisfatto pienamente i miei desideri!

Ingredienti per 4 persone:
1/2 cipolla bionda
1 spicchio d'aglio
100 gr. di pancetta stufata in una sola fetta
3 latte di fagioli borlotti
sale
olio
evo
300 gr. di ditaloni rigati
Brodo vegetale

Preparazione:
affettare finemente la cipolla e lasciarla soffriggere in una casseruola antiaderente (GreenLine by Ballarini) con un goccino di olio evo assieme all'aglio e alla pancetta tritata.
Aggiungere poi 2 latte e mezza di fagioli con il loro liquido (tenetene da parte mezza), un paio di mestoli di brodo vegetale e due rametti di rosmarino per profumare, lasciare cuocere una mezz'oretta a fuoco basso, aggiungendo brodo se necessario, dopodichè togliere l'aglio, frullare il tutto con il mixer, aggiungere la mezza latta di fagioli interi, la pasta e lasciare cuocere per 10/12 minuti.
Servire con scaglie di grana e un filo di olio evo.

venerdì 4 novembre 2011

Chicche di patate viola con scampi in camicia su crema di zucca al profumo di zenzero


E' successo che, cercando delle patate viola che ammiravo da tempo su svariati blog, sono venuta a sapere che il vicino della mia collega le coltiva, WTF!?
E io che per tutto questo tempo ...
Così, complice l'invito a partecipare al concorso "Promessi cuochi di Piatto d'autore" , ho deciso di creare una ricetta super inedita che sfruttasse la stagionalità degli ingredienti (zucca, patate e scampi) abbinata all'utilizzo di un prodotto certificato, in questo caso lo Speck Alto Adige IGP.


In queasti anni trascorsi in cucina ho imparato che la zucca si sposa alla perfezione con i crostacei, e i crostacei con gli affettati saporiti come speck e pancetta (pur senza perdere il loro sapore), quindi cosa potevo fare con questi splendidi ingredienti?




Ingredienti per 2 persone:

° Per gli gnocchi
350 gr. di patate viola del Trentino
1 uovo bio
Farina 00
Sale marino

° Per la crema di zucca
200 gr. di zucca gialla mantovana senza buccia
500 ml. di fumetto di pesce
5 sottili fettine di radice di zenzero con la buccia
1 goccio di olio evo

° Per gli scampi
10 scampi freschissimi
2 fette sottili di Speck IGP dell'Alto Adige
Olio evo
1 noce di burro
1 pezzo di circa 1 cm. di radice di zenzero senza buccia gratuggiata

° Per la decorazione:
6 fette sottili di speck IGP dell'Alto Adige

Preparazione:
come prima cosa togliere la testa e sgusciare 8 scampi, praticando un piccolo taglio sul dorso per eliminare il budellino.
In una casseruola antiaderente lasciare imbiondire un quarto di cipolla rossa, mezzo gambo di sedano e mezza carota, aggiungete un pizzico di sale, un cucchiaio di farina e poi le carcasse (teste e carapaci) degli scampi ad insaporire, concludere con 500 ml. di acqua e lasciare cuocere a fuoco medio per una decina di minuti, dopodichè filtrare con un colino e tenere da parte.
Sciogliere una noce di burro in un padellino antiaderente, aggiungere lo zenzero gratuggiato, lasciare insaporire e cuocere gli scampi sgusciati per un paio di minuti, ai due scampi lasciati interi togliere con attenzione solamente il carapace (lasciando attaccate testa e coda) ed arrotolare la polpa in una fetta di Speck IGP dell'Alto adige, posizionare su una teglia coperta da carta forno ed infornare a 180° con una lacrima di olio evo fino a doratura dello speck.
Soffriggere per qualche secondo le fettine di zenzero assieme ad un goccio di olio evo, aggiungere la polpa di zucca finemente affettata, lasciare insaporire, aggiungere un pizzico di sale e lasciare cuoccere per circa 15 minuti bagnando con il fumetto di pesce, frullare poi al mixer, avendo prima cura di togliere lo zenzero, fino ad ottenere una crema liscia e compatta.
Sciacquare bene le patate e farle cuocere per 30 minuti in acqua bollente salata, sbucciarle da calde e schiacciarle sul piano di lavoro infarinato, aggiungere un uovo bio e farina 00 q.b. fino ad ottenere un impasto sodo e compatto.
Procedere formando dei "serpenti" di impasto e tagliare degli gnocchi leggermente più piccoli di quelli tradizionali, cuocere fino all'affioramento in acqua bollente salata, nel frattempo tagliare a julienne le fette di speck e farlo incroccantire in purezza in un padellino antiaderente.
Comporre il piatto con la crema di zucca, adagiando sopra le chicche intervallate con gli scampi cotti nel burro, poi lo speck croccante e condire con il burro degli scampi, terminate con gli scampi in camicia.

Con questa ricetta partecipo al contest "Con un po di zucca" di Ramona del blog "Farina, lievito e fantasia" per la categoria "Primi piatti"

Contest Ballarini

lunedì 24 ottobre 2011

When I was 17: la mia pasta al tonno (con cipolla rossa, pomodorini, capperi, bottarga e erba cipollina)


Immagino che alcuni non abbiano dato nemmeno una possibilità a questa proposta, scartando a priori la ricetta, perché, diciamocelo, la pasta al tonno può sembrare un piatto banale e scontato.


Ma per me è tutt’altro.

Per me ha il gusto dei miei 17 anni, quando alle 13 uscivo da scuola e respiravo il profumo delle acacie davanti all’entrata.
Ha il gusto di un lettore cd che spara nelle orecchie Bob Marley a tutto volume, di una corsa alla fermata dell’autobus, del tragitto verso casa.
Ha il gusto dei pranzi in compagnia della mia adorata Silvia, amica di sempre, e poi di un caffè, una sigaretta e tante confidenze.
Ha il gusto di un bacio rubato, di una corsa in motorino, di lunghi capelli al vento.
Ha il gusto di notti stellate e di sogni e speranze raccontate ad alta voce.

Potrebbe quindi non essere un piatto che adoro cucinare:
1) Quando ho voglia di cucinare qualcosa di veloce
2) Quando in frigo c’è poco o nulla
3) Quando ho bisogno di un comfort food


I love pasta al tonno!

Ingredienti per 2 persone:
220 gr. di spaghetti n° 5
80 gr. di tonno all’olio d’oliva (ben sgocciolato) As Do Mar
1 bel pugno di pomodorini dolci (20 circa)
1 cipolla rossa media
1 spicchio d’aglio rosa
2 forchettate di capperi
1 cucc.no di pasta di cipolla
Bottarga di muggine q.b.
Erba cipollina q.b.

Preparazione:
affettate finemente la cipolla e lasciatela imbiondire in wok antiaderente (GreenLine by Ballarini) assieme allo spicchio d’aglio schiacciato e un pizzico di zucchero in un goccio di olio evo, aggiungete poi i capperi tritati e il cucc.no di pasta di cipolla.
Tagliate poi i pomodorini in 4, aggiungeteli alla cipolla e lasciate insaporire bene, solo all’ultimo sarà il turno del tonno sminuzzato bene con la forchetta.
Cuocete la pasta (al dente, mi raccomando!), scolatela e fatela saltare nel wok affinchè si amalgami bene al sugo, impiattate con una spolverata di bottarga e erba cipollina tritata.

Buona settimana a tutti voi!

Un pensiero speciale a Marco Simoncelli, scomparso a soli 24 anni ieri.
In sella alla sua moto, come voleva lui.
Ma maledettamente troppo presto.
Questo avvenimento mi ha molto rattristata, non posso fare a meno di pensare alla famiglia, alla fidanzata, agli amici ed ai tifosi che ha lasciato, increduli.
Dicono che le moto sono così, quanti ragazzi (famosi e non) dovranno ancora morire?
Maledetto destino!

venerdì 21 ottobre 2011

Strangolapreti trentini della nonna con burro spumeggiante alla salvia


... per fare felici i vegetariani (ma anche no).

Quel pomeriggio me lo sentivo che sarebbe venuto da piovere.
Niente di strano, se io non fossi da sempre terrorizzata da lampi, tuoni & compagnia bella.
Quando ero bambina a poco servivano le storie della serie "Sono gli angeli che giocano a calcio" , piuttosto che "Gesù ha mal di pancia" (ora che ci penso questa era anche leggermente blasfema), o ancora "Zeus fa le capriole" , io non sentivo ragioni, ed ai primi sentori del temporale mi veniva l'angoscia.
Che poi, tra l'altro, ora che ci penso, cosa c'è di più bello di un temporale in montagna?Con la stufa accesa, la pioggia che cade sul tetto di lamiera della baita, il profumo di bosco bagnato ...


Tornando a quel tardo pomeriggio di fine estate nella baita in montagna, io e la nonna eravamo in cucina a spadellare, il nostro intento era quello di fare gli strangolapreti che mi piacevano e piacciono tanto, mentre dalla finestra con le tendine bianche potevamo vedere i contadini che radunavano il fieno appena tagliato per evitare che si bagnasse.
Arriva il primo tuono, poi un altro, e un altro ancora.
Io corro a nascondermi in camera, con la nonna che tenta di farmi ragionare, ma io non cedo e resto con la testa sotto le coperte.
Allora la nonna ritenta, questa volta portandomi un piattino con due o tre strangolapreti, morbidi come solo lei li sa fare, ricoperti da abbondante grana gratuggiato e da uno spumeggiante burro di malga che profuma di salvia, quella del grande cespuglio vicino alla fontanella di pietra, la paura passa in un istante, me li pappo sotto le coperte e poi corro in cucina reclamandone altri.

Voglio dedicare questi strangolapreti, piatto della tradizione trentina, a tutti coloro che hanno paura di qualcosa, a tutti coloro che non hanno il coraggio di fare una scelta, a tutti coloro che vogliono cambiare in meglio ma non se la sentono.
Provateli e poi mi saprete dire, in bocca al lupo.

Ingredienti per 4 persone (circa 10 strangolapreti a testa):
1 kg di spinaci freschi
7 fette di pancarrè bianco senza crosta (o 5 piccoli panini vecchi)
250 gr. di ricotta
1 uovo
1 pugno di farina
latte q.b.
sale

Preparazione:
lessate gli spinaci per qualche minuto in acqua bollente non salata, poi scolateli bene lasciandoli in uno scolapasta con sopra un peso e fateli raffreddare totalmente.
Nel frattempo tagliate a cubettini il pancarrè (o spezzettate il pane vecchio con le mani) e mettetelo in una ciotola con un goccio di latte per ammorbidirlo bene.
Tritate bene gli spinaci (lama 21 universale by Pedrini) , trasferiteli nella ciotola con il pane, aggiungete la ricotta ed un pizzico di sale, mescolate bene e assaggiate, in caso aggiustate la sapidità con altro sale prima di aggiungere l'uovo.
Aggiungete poi la farina in modo da ottenere un composto morbido ma abbastanza compatto, procedete formando delle quenelles con l'ausilio di due cucchiai da cucina medi.
Cuocete gli strangolapreti in acqua bollente leggermente salata, sono pronti quando vengono a galla, conditeli con del burro spumeggiante nel quale avrete fatto incroccantire la salvia e terminate con abbondante Grana.

Casca a pennello oggi la mia iscrizione a questo concorso:

Se vi piace il mio blog e il modo in cui descrivo il mio territorio, fate un click e votatemi a questo indirizzo, ci vuole un minuto e non serve la registrazione, grazie!


Con questa ricetta partecipo al contest "Le Ricette ... con la Nonna" del blog "Profumo di cose buone"


Buon week end!


Ringrazio di cuore tutti i partecipanti a "The Recipe-tionist", grazie per esservi messi in gioco (siete stati tutti bravissimi!) e grazie, nuovamente di cuore alla mia EliFla <3


mercoledì 12 ottobre 2011

Risotto alla zucca con crema di Morlacco del Grappa e briciole di prosciutto crudo


Autunno è tempo di zucca, l’ortaggio che colora i nostri piatti rendendoli caldi e solari.
Autunno è tempo di stufa, io l’ho accesa lunedì sera per la prima volta, profumo di legna e di fumo nella mia vecchia e accogliente cucina.
Autunno è tempo di castagne, mangiate con gli amici dopo una passeggiata nel bosco.

(Immagine presa dal web)



Oggi vi propongo un risotto cremoso, saporito e irresistibile.

Qualche giorno fa ho trovato un bel pezzo di Morlacco di malga del Grappa (chiamato anche Morlach, Burlach o Burlacco), formaggio saporito e prodotto con latte vaccino semigrasso, tradizionalmente lavorato in malga, da giugno a settembre, nell area del Massiccio del Grappa, diventato presidio Slowfood.
Il suo nome deriva dalla balcanica Morlacchia, territorio di pastori e boscaioli insediatisi poi sul Grappa, che iniziarono a produrre il formaggio con latte totalmente scremato in quanto il burro era il principale alimento autoprodotto fonte di reddito, rendendolo quindi un prodotto commerciale di basso costo, da qui infatti il soprannome “Formajo dei Puareti” (formaggio dei poveri).
Mi piace abbinare il risotto alla zucca a dei formaggi saporiti, se non doveste trovare questo potete optare per un Taleggio oppure per il più delicato Asiago.

Ingredienti per 2 persone:
500 gr. di zucca gialle (comprensivi di scorza)
1/2 cipolla rossa
250 gr. di riso Carnaroli
sale
olio evo
brodo vegetale (sedano, carota, cipolla rossa)
150 gr. di Morlacco del Grappa
1 goccio di latte
50 gr. di prosciutto crudo di San Daniele

Preparazione:
pulite la zucca togliendo la scorza e i semi, tagliatela quindi a fettine sottili, tritate finemente la cipolla, fatela rosolare in una casseruola antiaderente (GreenLine by Ballarini) con un goccio di olio evo ed aggiungete poi la zucca ed un pizzico di sale, lasciando cuocere per circa 10 minuti (con coperchio) aggiungendo se necessario un goccio d'acqua, affinchè si ammorbidisca.
Aggiungete il riso, lasciatelo tostare un paio di minuti e proseguite la cottura aggiungendo brodo vegetale quando necessario, continuando a mescolare.
Nel frattempo tagliate il formaggio a cubettini, mettetelo in un pentolino antiaderente (MasterChef by Illa) e a fuoco basso fatelo fondere mescolando con una frusta in silicone (by PavonIdea) aggiungendo un goccino di latte se dovesse essere troppo densa.
Se invece la crema dovesse diventare troppo liquida aggiungete un pizzico di farina bianca setacciata, renderà il tutto subito più denso.
Tritate il prosciutto crudo e fatelo incroccantire in un padellino antiaderente (GreenLine by Ballarini), tenetelo da parte.
Al termine della cottura del risotto, mantecate con una bella noce di burro, e servite impiattando con un coppapasta quadrato (by Gp&me), terminate con un bel cucchiaio di crema e le briciole di prosciutto crudo, che doneranno un'invitante croccantezza al tutto.

Con questa ricetta partecipo al contest "Fuori di zucca!" del blog "Su le maniche"

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...